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Candioli

Cultura equestre

Giovedì 03 Novembre 2011

Il cavallo anziano

Un tempo i cavalli, a fine carriera, erano destinati quasi sempre ad una triste fine. Molti terminavano la loro vita a volte ancora relativamente “giovani”, soprattutto quelli da corsa. Oggi un diverso modo di considerare e trattare gli animali ha consentito a molti cavalli di concludere la loro esistenza in modo onorevole e di prolungarla. La vita media di un cavallo era considerata attorno ai vent’anni. Un soggetto di questa età era considerato vecchio, come si può leggere nei testi antichi di ippologia. Ai giorni nostri questo traguardo è ampiamente superato da molti soggetti, molti dei quali oltrepassano anche i trent’anni, in salute.

Fortunatamente molti proprietari si preoccupano della terza età del loro cavallo, sia che abbia permesso loro di conseguire soddisfazioni sportive sia abbia semplicemente condiviso piacevoli momenti di svago.

Al cavallo anziano bisogna però prestare particolari attenzioni affinché gli ultimi suoi anni trascorrano, in salute, nel migliore dei modi. Non è sufficiente, come molti ritengono abbandonarlo, in un prato, a volte solo, senza la compagnia di un suo simile o di un altro animale. Questo non deve accadere. Al pensionato occorre dedicare attenzioni e cure, sia per mantenerlo in forma sia per farlo sentire ancora “vivo”, vicino al suo proprietario, anche dopo aver concluso la sua carriera. Un modo per manifestargli gratitudine e, come è stato scritto, una gratificazione pure per il cavaliere che ha condiviso con lui momenti emozionanti.

Voler bene al proprio cavallo non significa lasciarlo a se stesso, in uno spazio più o meno ampio, sporco, magro, triste ed annoiato, tormentato da mosche ed insetti vari, forse con qualche tic di cui negli anni precedenti non aveva mai sofferto.

Il cavallo anziano deve tornare a vivere il più naturalmente possibile. Si eviti di conseguenza il più possibile la permanenza nel box. Lo si abitui, o lo si riabitui, a convivere con altri suoi simili, giovani o vecchi. Meglio con puledri. Non si deve avere eccessiva paura che calci i suoi simili o ne riceva a sua volta. Bisogna soltanto prestare attenzione nei primi tempi. Ben presto si scoprirà che nel branco si sarà formata una gerarchia, accettata da tutti i componenti. Si tenga ben presente che il cavallo è un animale di branco e, di conseguenza, si ambienta facilmente, anche se ha trascorso una intera vita isolato in un box.

Dove tenerlo? Solitamente si sconsiglia il maneggio tradizionale non attrezzato ad ospitare cavalli anziani per mancanza di spazi. I paddock sono di dimensioni ridotte, l’erba sovente è soltanto un ricordo. E’ preferibile invece scegliere centri che si sono specializzati ad ospitare cavalli anziani o giovani cavalli, che dispongono di ampi spazi, in località lontane dalle brutte periferie dove spesso sono ubicati i maneggi. Una soluzione potrebbe essere offerta da amici che hanno la fortuna di tenere il cavallo a casa loro. Potrebbe essere un modo di offrire una compagnia ad entrambi.

Anche se è al prato al cavallo occorre dedicare quelle cure che solitamente si prestano a quelli in attività: pulizia, controllo delle condizioni degli zoccoli, che saranno sferrati, vaccinazioni, controllo frequente della dentatura, corretta alimentazione consigliata da un veterinario specializzato in alimentazione. Un cavallo al prato non deve essere più tosato: Deve seguire i ritmi naturali. Vivendo allo stato semibrado il mantello invernale diventerà più spesso, capace di proteggerlo dalle intemperie e di mantenere il corpo caldo: Come è noto i cavalli sono in grado di sopportare temperature molto basse e condizioni atmosferiche avverse. L’importante è offrirgli un riparo, una capannina , ad esempio, chiusa sui tre lati. Può capitare che i soggetti molto avanti negli anni in primavera non perdano il pelo invernale, cominceranno di conseguenza a sudare e a soffrire. A questo punto si provvederà a tosarlo.

D’estate gli insetti costituiscono una vera tortura per i cavalli. Il proprietario che vuole bene al suo cavallo provvederà a trovare gli opportuni rimedi, pur sapendo che nessuno è infallibile L’ideale è tenere il cavallo nel box nelle ore più calde e lasciarlo libero al prato verso sera, o il mattino presto o, meglio ancora, di notte, se possibile.

Per saperne di più su questo argomento consigliamo la lettura del libro curato da Domenico Bergero e Mario Gennero A fine carriera delle edizioni Equilibri

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