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Cultura equestre

Martedì 08 Novembre 2011

I cavalli di Federico – Guida pratica di etologia applicata al cavallo

La capacità di condurre un cavallo, sia alla mano sia stando in sella, ci sembra spesso un semplice frutto del lavoro e della tecnica; non ci poniamo quasi mai domande su quali siano in effetti le “motivazioni” per cui questi animali rispondono alle nostre richieste. Ma comprenderle è l’unica strada per ottimizzare il rapporto fra noi e loro e rendere migliori per entrambi i momenti di sport o di svago. Non possiamo ignorare che qualsiasi nostra azione diretta al cavallo in realtà modifica l'ambiente che lo circonda, e che lui si comporta e reagisce di conseguenza; analizzando e valutando, secondo le regole psicologiche dell'apprendimento valide per tutti gli animali (compreso l'uomo), gli stimoli che gli proponiamo attraverso l'imboccatura, gli aiuti di gambe, la capezza. Questi gesti rappresentano la via di comunicazione fra cavallo e cavaliere e sono la via per  instaurare con lui una relazione; ma perché ciò che gli comunichiamo sia efficace pur nel rispetto del suo equilibrio e del suo benessere è necessario conoscere le regole dell'apprendimento animale, e la loro applicazione al rapporto fra cavallo e cavaliere. Come del resto già sapeva, in base al proprio intuito e alle proprie osservazioni, il grande Maestro dell’equitazione naturale Federico Caprilli le cui citazioni, commentate dal punto di vista delle più moderne scoperte etologiche, accompagnano le pagine di questo volume dalle rigorose basi scientifiche ma dal taglio estremamente pratico, che ha lo scopo di riuscire effettivamente utile a chiunque, nel rapporto con il proprio animale, voglia andare oltre le azioni scolastiche e meccaniche spesso inadeguate: perché ogni cavallo è un caso, e un individuo, “a sé”.

Il Dr. Paolo Baragli si occupa di etologia e fisiologia del cavallo presso il Dipartimento di Scienze Fisiologiche dell'Università di Pisa. Ha conseguito il diploma di Dottore  in Fisiologia Equina presso l'Università di Messina e la sua attività di ricerca è rivolta allo studio delle capacità cognitive negli animali di cui si occupa. Ha condotto indagini sperimentali sulle abilità spaziali, sul concetto di permanenza dell'oggetto e su possibili vie di interazione fra uomo e cavallo tramite la conoscenza, allo scopo di migliorare le condizioni di benessere psicofisico nell’equino attraverso la possibile applicazione pratica dei loro risultati.

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