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Giovedì 06 Ottobre 2011

I Denti del Cavallo

L’evoluzione del cavallo come erbivoro stretto, ha segnato in maniera importante le caratteristiche della dentatura di questo animale, in cui i denti hanno la funzione principale di rendere digeribili gli alimenti, masticando e macerando la cellulosa.

Le caratteristiche dei denti del cavallo sono: anisognati ed ipsodonti.

Il cavallo, a differenza dei carnivori domestici e dell’uomo, per le caratteristiche dei suoi denti viene definito un ipsodonte: infatti la "crescita" dei denti si prolunga fino a 20-25 anni, per compensare il rilevante consumo del dente, impegnato per molte ore al giorno nelle masticazione di vegetali più o meno abrasivi. Questa peculiarità viene sfruttata per valutare, in modo abbastanza preciso, l’età dell’animale in funzione del livello di consumo delle tavole dentari dei denti incisivi.

La superficie masticatoria dei denti premolari e molari non si presenta perfettamente orizzontale ma piuttosto con un’inclinazione di circa 20-25 gradi verso l’interno, con il margine maggiormente acuminato nella porzione linguale dell’arcata mandibola e in quella labiale dell’arcata mascella. Questa caratteristica del cavallo, che favorisce la triturazione degli alimenti, viene definita con il termine anisognatia

ERUZIONE DEI DENTI

La formula dei denti decidui del cavallo è: I3-3 C0-0 P3-3 per un totale di 24 denti, mentre la formula dentaria dei denti permanenti nell’adulto è: I3-3 C1-1 P4-3 M3-3 per un totale di 40 o 42 denti. Nelle femmine i canini sono di solito assenti o molto piccoli, riducendo il numero totale dei denti a 36-38. Il primo premolare (dente di lupo) è di solito assente e la sua presenza è riportata nel 20% dei cavalli. L’eruzione dei denti decidui avviene già nei primi giorni di vita. Gli incisivi vengono definiti, partendo da quelli più rostrali, picozzi, mediani e cantoni; i picozzi spuntano circa nella prima settimana di vita, i mediani a circa 1-2 mesi ed i cantoni intorno ai 6-9 mesi. I premolari iniziano tutti la loro eruzione nelle prime 2 settimane. Quando i denti permanenti soppianteranno i decidui, questi ultimi appariranno come una capsula dentaria, posta sopra il dente sottostante e verranno persi, tutti entro i 4 anni di vita dell’animale.

L’eruzione dei denti permanenti segue il seguente schema: primo incisivo 2 anni e mezzo; secondo incisivo 3 anni e mezzo; terzo incisivo 4 anni e mezzo; dente canino dai 4 ai 5 anni; primo premolare tra i 5 e i 6 mesi; secondo premolare 2 anni e mezzo; terzo premolare 3 anni; quarto premolare 4 anni; primo molare 10-12 mesi; secondo molare 2 anni; terzo molare 3 anni e mezzo-4 anni.

Incisivi: Il cavallo moderno è dotato di 6 denti incisivi in ogni mandibola e mascella, denti che si interfacciano tra loro in modo da formare un semicerchio. La superficie di occlusione ha una profonda invaginazione (infundibulo dentale), riempita solo parzialmente da cemento. Mentre l’incisivo si consuma, sulla superficie masticatoria si forma un classico disegno dell’infundibolo, circondato da un anello di smalto, poi dentina, di nuovo smalto e infine cemento. L’osservazione dello stadio di eruzione, dell’angolo di incidenza degli incisivi, e del consumo della tavola masticatoria vengono utilizzate come linee guida per determinare l’età del cavallo.

Canini: Non presentano una loro forma decidua, erompono intorno ai 5 anni e sono denti semplici, senza una corona complessa. Possiamo trovarli sia a livello mascellare che mandibolare o su una delle due arcate. Percorrendo la bocca rostro-caudalmente, troviamo una zona priva di denti definita diastema o barra, che termina a livello dei premolari.

Premolari e molari: Il premolare più rostrale viene definito dente di lupo; può non esserci, ma se presente, di solito molto piccolo e dotato di una radice singola, può causare problemi di interferenza con l’imboccatura dato che il morso agisce solitamente sul secondo premolare. Spesso questo dente viene estratto con un operazione molto semplice. Una volta completata l’eruzione i sei denti molari funzionano come una singola unità per la masticazione del cibo. L’arcata mascellare è lievemente curvilinea e il dente ha una superficie di occlusione quadrangolare mentre nell’arcata mandibolare i denti hanno superfici più oblunghe e ogni arcata è diritta. L’anisognatismo pronunciato del cavallo determina un inclinazione della tavola dentaria. La superficie della tavola dentaria nell’arcata superiore presenta due depressioni compatibili con l’infundibolo dei denti incisivi. Dopo un periodo di masticazione la superficie masticatoria presenta un modello di consumo complicato che conduce alla formazione di una lettera B. Le radici dei denti molari sono brevi se paragonate alla lunghezza del dente. Ogni dente ha tre radici, due laterali e una mediale. La porzione di corona che si trova imbibita all’interno dell’alveolo si chiama corona inversa; il consumo del dente espone gradualmente questa porzione del dente nella misura di 2 mm/anno a seguito dell’abrasione.

ESAME DELLA DENTATURA

Dato che la vita del cavallo domestico differisce molto da quella del suo predecessore selvatico, si usa eseguire dei controlli della dentatura per evitare spiacevoli e dolorose situazioni che possono anche sfociare in  patologie gravi.

Un disturbo della dentatura e la conseguente dismasticazione, provoca nel cavallo una serie di segni clinici, quali: inappetenza, riluttanza alla masticazione, dolore durante la masticazione o la deglutizione, gonfiore della guancia, respiro fetido. Riteniamo che il segno clinico classico di una problema dentale è la progressiva perdita di peso, di solito molto rapida, associata alla perdita di boli di cibo poco masticato dalla bocca. L’animale in conseguenza di una patologia dentale mostra molto interesse al cibo ma evita la prensione dello stesso e può comparire una salivazione eccessiva. In alcuni casi il proprietario riporta difficoltà nel controllo del cavallo con il morso e atteggiamenti di intolleranza del cavallo durante il lavoro montato, tra cui lo scuotimento del capo continuo e la riluttanza all’esecuzione di alcuni comandi. In certi casi una patologia dentaria può determinare una sinusite e provocare scolo nasale a seguito dell’empiema dei seni o la tumefazione della parte inferiore della mandibola o della facciale, spesso in seguito a infezioni apicali delle radici dentali.

L’esame dei denti dovrebbe essere eseguito annualmente da un veterinario o da un tecnico laico specializzato (la situazione di molti paesi europei dove vi è un diploma apposito) a partire dai tre anni di età dell’animale, ma se questi vive essenzialmente al pascolo generalmente si può eseguire anche ogni 2 anni, per l’aumentato consumo dello smalto legato alla maggiore abrasione. L’esame della cavità orale viene eseguito solitamente con l'ausilio di un apribocca e di una fonte di luce dopo leggera sedazione, per evitare inutili stress ad un animale non collaborativo.

Se da una parte lo scopo delle cure dentarie, nella maggior parte dei cavalli adulti, è di evitare il formarsi di creste dello smalto (sporgenze acuminate e taglienti che si producono per il mancato consumo dello smalto, estremamente duro, a livello dei denti molari, sul margine linguale dei denti mandibolari e sul margine vestibolare dei denti mascellari), anche in giovane età è opportuno eseguire controlli della normale alternanza dei denti decidui e definitivi per evitare future mal-occlusioni, che comporterebbero al nostro cavallo problemi in età adulta (dentatura a forbice, dentatura a onda e formazioni di torrette di smalto a livello dell’ultimo molare e del primo premolare). Tra i difetti che più spesso è opportuno identificare ed eventualmente correggere in giovane età è il prognatismo, mentre nell’animale adulto l’esame della cavità orale deve essere rivolto ad identificare anomalie dell’eruzione dentaria tra cui denti soprannumerari, presenza di denti ritenuti in posizione palatale e carie dell’infundibolo dentale del quarto premolare e del primo molare. In età anziana è necessario prestare molta attenzione alle peridontiti e alla correzione delle irregolarità dell’occlusione, che producono un anormale contatto delle superfici masticatorie e la formazione di una bocca a onde, che favorisce a sua volta la perdita precoce dei denti.

 

Correlazione tra problema dentale/terapia/età dell’intervento da BAKER GJ: Diseases of the teeth, Equine Medecine and Surgery, ed 4 , vol 1, 1991

ETA’

MOTIVO DELL’ ESAME CLINICO

INTERVENTO NECESSARIO

2-3 anni

1. Primo molare vestigiale (dente di lupo)

2. Primo premolare deciduo (superiore e inferiore)

3. Tumefazione dura sulla superficie ventrale della mandibola

4. Abrasioni e ferite della superficie interna della guancia a livello del secondo premolare e molari

5. Protuberanze appuntite dei premolari e molari (problemi dell’eruzione)

1. Rimuovere il dente di lupo se presente

2. Rimuovere i denti decidui se sono pronti; altrimenti livellare i margini

3. Estrarre il premolare ritenuto (capsula dentale)

4. Con la raspa rimuovere le punte dentarie di tutti i molari e premolari

5. Livellare con la raspa meccanica tutte le protuberanze al livello degli altri denti dell’arcata

3-4 anni

1. (1), (2), (4), (5) come sopra

2. Secondo premolare deciduo (superiore e inferiore)

1. (1), (2), (4), (5) come sopra

2. Rimuovere la capsula appena è relativamente mobile

4-5 anni

1. (1), (2), (4), (5) come sopra

2. Terzo premolare deciduo

1. (1), (2), (4), (5) come sopra

2. Rimuovere la capsula appena è relativamente mobile

5 anni e oltre

1. (1), (2), (4), (5) come sopra

2. Crescita sproporzionata di alcuni denti e tendenza ad una bocca a onde

3. Premolari e molari insolitamente lunghi

1. (1), (2), (4), (5) come sopra

2. Livellare il più possibile la tavola masticatoria se il difetto interferisce con la masticazione

3. I molari e premolari sproporzionati in lunghezza devono essere tagliati se non possono essere raspati

Le creste di smalto, se non trattare possono arrivare a ferire la parte interna della guancia o della lingua, provocando una masticazione molto dolorosa. L’intervento veterinario prevede solitamente la regolarizzazione di queste creste, in modo da creare un margine dentale con una superficie smussa, evitando traumi dei tessuti molli della bocca.

A livello degli incisivi si può intervenire sulla superficie masticatoria degli incisivi solo nel caso vi siano eventuali malocclusioni che rendono difficile i movimenti di lateralità della mandibola sulla mascella durante la masticazione (diduzione).

Dottor Andrea Bertuglia, DVM PhD

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