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Giovedì 06 Ottobre 2011

Le coliche nel cavallo

Il termine colica, nel cavallo, è utilizzato per descrivere una sintomatologia scatenata da dolore addominale prodotto da diverse patologie dell’apparato gastro-enterico che può essere, a seconda della causa scatenante, di lieve, moderata o elevata intensità.

Si possono distinguere principalmente nel cavallo adulto due tipologie di coliche, quelle la cui gestione è prevalentemente medica e quelle risolvibili solo tramite intervento chirurgico.  Sono patologie mediche comuni le gastriti, le costipazioni del colon e le coliche cosiddette spasmodiche ecc, mentre le patologie chirurgiche comprendono  torsioni  e dislocazioni del colon,  incarceramenti e volvoli dell’intestino tenue, ma possono essere causate anche da corpi estranei, parassiti, neoplasie ecc.

L'EZIOLOGIA DELLA COLICA

È considerata multifattoriale, esistono cioè diversi fattori predisponenti. Alcuni sono  di carattere gestionale quali la scarsa frequenza delle terapie antiparassitarie, la qualità e i metodi di somministrazione dell’alimento, l’utilizzo prolungato di alcuni farmaci, il sovraccarico di carboidrati e  la conseguente distruzione della flora batterica intestinale ecc. Alcuni sono fattori di carattere ambientale quali stress climatici e termici, il cambiamento durante l’anno della qualità e della composizione del fieno ecc. Altri fattori esterni possono essere stress da viaggio, competizioni ecc.

Esiste infine una predisposizione individuale, come ad esempio nei cavalli ticchiatori per lo sviluppo di una gastrite cronica ecc.

Un’attenta valutazione di questi fattori è  consigliabile quando si ha un’alta incidenza di coliche in scuderia mentre nella gestione quotidiana della scuderia, anche se l’incidenza delle coliche è rara, è buona norma saper riconoscere quanto prima i segnali di malessere del cavallo.

I SINTOMI

Sono riconducibili a dolore addominale possono essere semplicemente l’insorgere di uno stato di depressione o di irrequietezza, arricciare il naso, il raspare, il guardarsi il fianco, il rotolamento del cavallo e la comparsa di sudorazione. Con l’aumentare del dolore addominale, il ritmo cardiaco e respiratorio salgono, la sudorazione aumenta e spesso ci si trova nell’impossibilità di far camminare il cavallo che tende a buttarsi a terra e a provocarsi delle lesioni, in queste situazioni spesso il dolore risulta incoercibile anche con l’utilizzo di forti analgesici sedativi.

Da parte del proprietario è quindi molto importante saper riconoscere questi segni di allarme al loro insorgere, capirne l’evoluzione  e comunicarli al suo veterinario di fiducia, l’errore più comune è, infatti, la sottovalutazione del problema e la conseguente mancanza di una diagnosi precoce. Accade spesso, infatti, che, in caso di torsioni del colon e di  patologie che producono un dolore di media intensità,  trattamenti farmacologici “fai da te” non calibrati, portino alla remissione dei sintomi così a lungo da pregiudicare la prognosi dell’eventuale intervento chirurgico.

La prontezza con cui viene riferito un caso potenzialmente chirurgico alla clinica  si rivela  uno dei requisiti fondamentali per una  prognosi favorevole  e l’istituzione immediata di un corretto regime terapeutico significa trattare sin dall’inizio il problema primario, e non gli effetti metabolici secondari che insorgono con il passare delle ore.

La visita del veterinario  comprende  la valutazione della motilità intestinale, del colore delle mucose, del tempo di riempimento capillare e della frequenza  cardiaca seguiti dal sondaggio rinoesofageo e dall’esplorazione rettale ed eventuali  successive indagini diagnostiche.  In seguito alla diagnosi si deciderà poi per la terapia medica in scuderia o per l’invio presso una clinica attrezzata dove il paziente, non solo potrà essere supportato e monitorato ventiquattro ore al giorno da personale specializzato, ma anche  sottoposto a intervento qualora la patologia lo richieda.

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