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Venerdì 17 Febbraio 2012

Come preparare una cavalla sportiva a diventare una fattrice

La preparazione di una cavalla sportiva alla futura attività riproduttiva rappresenta per l’allevatore un evento particolarmente delicato, infatti ciò comporta una corretta conoscenza della sua anatomia, fisiologia e delle patologie dell’apparato riproduttore.

Il buon andamento della gravidanza regola infatti il successo dell’attività allevatoriale.

Per il raggiungimento di un elevato livello di efficienza produttiva e riproduttiva, il soggetto da immettere in razza deve trovarsi quanto più vicino possibile al massimo grado di salute fisica raggiungibile. Per tale motivo essa deve essere alimentata in maniera adeguata, con una dieta bilanciata.

Eventuali patologie, anomalie anatomiche congenite o acquisite che possano interferire con lo svolgimento normale della gravidanza ed un parto eutocico, sono elementi che meritano una valutazione molto attenta.

La cavalla è un animale a ciclo “poliestrale stagionale” in cui è possibile identificare chiaramente una stagione riproduttiva durante la primavera, l’estate ed i primi mesi dell’autunno. In condizioni normali, si osservano cicli ripetuti di circa 21 giorni.

La stagione riproduttiva artificialmente imposta inizia a febbraio, mentre l’attività ciclica naturale può tardare fino a marzo o aprile; per questa ragione i proprietari in accordo con i veterinari cercano di stimolare le fattrici ad iniziare il ciclo estrale all’inizio dell’anno.

I metodi attualmente impiegati per stimolare l’inizio precoce della stagione estrale prevedono stimoli esterocettivi (luce, temperatura, alimentazione, feromoni) e stimoli endocrini (terapie ormonali). La gestione dei soggetti che iniziano una carriera riproduttiva può essere resa più efficiente associando alcune delle tecniche sopracitate. La strategia combinata che è già in uso, si fonda su un classico trattamento luminoso per indurre l’attività ovarica ciclica associato ad un periodo di somministrazione di progestinici con o senza terapia con estradiolo per sincronizzazione o determinare il momento dell’ovulazione alla fine del trattamento luminoso.

Gli organi endocrini che controllano il ciclo riproduttivo della cavallaPer aumentare al massimo la fertilità e l’efficienza riproduttiva e ridurre il rischio di lesioni (monta naturale), è bene sottoporre l’animale destinato alla riproduzione ad una visita ginecologica veterinaria. Per conseguire risultati ottimali, questa operazione deve essere effettuata seguendo una procedura logica e costante. All’analisi dei dati a disposizione segue l’esame fisico che inizia solitamente con l’osservazione dell’aspetto della fattrice in generale e della conformazione dei suoi genitali esterni. Segue l’esame trans rettale che permette di esaminare le ovaie mediante palpazione.
Le varie fasi dell’attività estrale possono essere monitorate attraverso l’ausilio di un ecografo e di una sonda lineare intraoperatoria che viene introdotta nel retto.

In aggiunta a tali procedure di grande aiuto è l’ispezione visiva della cervice e della vagina e palpazione diretta di queste due strutture. Inoltre si possono effettuare esami collaterali quali la valutazione colturale  e citologica dell’utero, la biopsia endometriale e l’endoscopia.

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