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Lunedì 05 Marzo 2012

Lo svezzamento del puledro

In natura, in tutte le specie animali, il distacco dalla madre avviene spontaneamente e in modo graduale, rendendo il passaggio alla vita “da adulto” poco traumatico. In condizioni di allevamento, in particolare nell’allevamento del cavallo, lo svezzamento del puledro risente delle necessità gestionali, i tempi diventano necessariamente molto più brevi e le modalità più brusche e repentine.

In situazioni normali, il momento migliore per lo svezzamento è intorno ai sei mesi di vita, in  certi casi però, per esempio se la fattrice è gravida e le sue condizioni fisiche risentono dell’allattamento, o in caso di patologie debilitanti, si può decidere di staccare il puledro già a quattro mesi di età.

L’allontanamento dalla madre rappresenta per il puledro una situazione stressante, è opportuno quindi cercare di rendere la separazione il più dolce possibile.

Uno dei sistemi più utilizzati, se la fattrice e il puledro condividono il paddock con altre fattrici, consiste nell’allontanare la madre, o un gruppo di più fattrici lasciando il puledro o i puledri nel gruppo. Se ciò non è possibile, nel caso per esempio di fattrici singole, è comunque fondamentale garantire al puledro una compagnia dal momento in cui non sarà più con la propria madre. A tal fine i puledri possono condividere il loro spazio con pony, asini, cavalli anziani, caprette.

Lo svezzamento coincide generalmente con la somministrazione delle prime vaccinazioni.

E’ importante ricordare che lo stress generato dalla separazione potrebbe determinare una diminuzione della risposta immunitaria al vaccino. Si consiglia quindi di  procedere allo svezzamento almeno quindici giorni dopo aver somministrato il vaccino. E’ anche consigliabile far precedere alla somministrazione dei vaccini un trattamento contro i parassiti intestinali.

Molto importante inoltre, seguire attentamente l’alimentazione del puledro svezzato. L’alimentazione lattea da sola non è più in grado di soddisfare i fabbisogni del puledro già dai quattro mesi circa, per questo è utile cominciare a utilizzare mangimi preparati e studiati per  i puledri ancora sotto la mamma, che possono essere utilizzati anche durante i primi periodi post-svezzamento e che permettono un passaggio graduale a un’alimentazione da cavallo adulto. L’integrazione con sali minerali e vitamine, durante questo periodo, è fondamentale per la prevenzione delle patologie ortopediche di accrescimento.

Preparare il puledro allo svezzamento significa anche educarlo e abituarlo alle prime manipolazioni. Abituarlo alla presenza dell’uomo, a essere gestito alla capezza e alla lunghina, fin dai primi giorni di vita, renderà la gestione del puledro svezzato decisamente meno complicata.

Anche la fattrice necessita di attenzione dopo lo svezzamento del puledro. E’ necessario far asciugare la mammella per evitare l’insorgenza di mastiti. A tale scopo, è consigliabile ridurre l’alimentazione a solo fieno per quattro – cinque giorni, mungere la mammella una sola volta ed effettuare docciature fredde tre – quattro volte al giorno. In caso di edema e gonfiore eccessivo, può essere necessario somministrare diuretici e antiinfiammatori, ma sempre sotto il controllo del veterinario.

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