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Venerdì 23 Marzo 2012

Nati per pascolare

“A cosa serve quello?”, “Perché è fatto così?”, …

Quando ci troviamo di fronte a qualcosa di sconosciuto siamo portati a porci domande del genere.

I bambini sono maestri in questo: allora proviamo a tornare bambini e a guardare un cavallo e domandiamoci perché possiede certe caratteristiche fisiche e  perché, se lasciato libero di scegliere, si comporta in un certo modo.

La biologia, in particolare la teoria dell’evoluzione, ci dà la risposta: una certa caratteristica (morfologica, fisiologica, comportamentale,…) sarà funzionale ad un certo scopo, utile per la sopravvivenza e la riproduzione.
Un oggetto creato per un determinato scopo, se usato in maniera scorretta o per scopi diversi, facilmente si danneggerà (non a caso i negozi di ferramenta vendono un’infinità di arnesi diversi).

Questo vale anche per gli animali, con l’aggravante che un animale “danneggiato” soffre!
Torniamo al nostro amato cavallo: in natura i cavalli vivono in gruppo, pascolando per più di metà della giornata; fanno questo da milioni di anni, sono “fatti per” fare questo.

Cavalli al pascoloLa selezione umana ha sicuramente modificato alcuni aspetti, morfologici, fisiologici e comportamentali del cavallo (basti guardare l’enorme varietà di tipi e di impieghi del cavallo moderno), ma ciò che rende felice un cavallo non è cambiato e va oltre l’assenza di fame, sete o dolore: anche la possibilità di mettere in atto un certo comportamento può essere fondamentale per il benessere del cavallo. Le “necessità etologiche” del cavallo riguardano la possibilità di avere contatto sociale con propri simili, poter pascolare (cioè camminare + mangiare) per ore, soprattutto poter scegliere cosa fare (se andare dagli altri cavalli o stare solo, se camminare o stare fermo, ecc).


La gestione del cavallo in scuderia, che prevede box singolo e alimentazione concentrata, non può garantire il rispetto di queste esigenze etologiche; esiste poi un'enorme variabilità nelle possibilità di movimento e di socializzazione di un cavallo, variabilità che è anche temporale, perché un cavallo ha spesso più proprietari durante la sua vita e cambiare proprietario può significare cambiare maneggio e tipo di gestione.

La notevole diffusione di comportamenti anomali, stereotipie (quali ballo dell’orso, ticchio d’appoggio, incensare,ecc) ed eccessiva aggressività può essere una conseguenza dello stress dovuto alle limitate possibilità di movimento e socializzazione del cavallo di scuderia.

Nati per pascolareUn ambiente piacevole e stimolante, soprattutto se abbinato all’uso di metodi di addestramento non coercitivi, influisce anche sulle capacità cognitive, aumentando l’interesse verso gli stimoli, la capacità di apprendere, rendendo la relazione con le persone più serena e gratificante per il cavaliere e per il cavallo stesso. Un animale “soddisfatto della propria vita” sarà un compagno più facile da gestire e da preparare per una qualsiasi attività equestre.
Lo stress non incide solo sull’ ”equilibrio mentale” del cavallo, ma anche sulla sua salute, portando spesso  un abbassamento delle difese immunitarie e un aumento degli incidenti legati al nervosismo dell’animale.
Molteplici sono le possibilità di arricchimento ambientale attuabili in una scuderia ed utili a migliorare la qualità di vita dei soggetti ospitati:

  • utilizzare box proporzionati al cavallo ospitato, così da promuovere il riposo in posizione sternale
  • proporre all'animale oggetti (giochi) che stimolino il suo interesse ad interagire con l'ambiente
  • stimolare l'animale ad utilizzare le proprie risorse cognitive per ottenere una ricompensa
  • modificare la composizione e la distribuzione dei pasti, in modo che gli animali passino più tempo a mangiare, mangino più fieno e meno concentrati e possano scegliere tra diversi tipi di alimenti
  • lasciare il cavallo libero al paddok
  • permettere la socializzazione con altri cavalli

I cambiamenti nella routine di gestione del cavallo vanno sempre apportati con gradualità, per lasciare all’animale il tempo di abituarsi alle novità, ma  non ci sono controindicazioni legate all’età, alla razza o all’impiego dell’animale nell’introdurre arricchimenti ambientali in scuderia. Avendo la possibilità di soddisfare le proprie necessità etologiche, qualsiasi cavallo può essere più felice della propria vita (e facilitare anche la vita a chi lo gestisce…).

Dott.ssa Lola Banti, etologa
http://ethologica.weebly.com/

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