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Giovedì 02 Agosto 2012

Le parassitosi del cavallo e l’importanza della corretta sverminazione

 

Dal punto di vista parassitologico i cavalli possono essere infestati da ecto ed endoparassiti, i quali li colonizzano per nutrirsi e riprodursi perpetuando il loro ciclo vitale, provocando peraltro effetti che si ripercuotono negativamente sullo stato di salute e benessere.

Concentrando l’attenzione sugli endoparassiti è importante sottolineare che il loro effetto dannoso è dato dall’azione espoliatrice (vera e propria sottrazione di alimento e di sangue), traumatica (la parte intestinale e gastrica vengono danneggiate fino a presentare necrosi ulcere ed esiti cicatriziali), meccanica ( vera e propria occlusione per ingombro del lume di tratti dell’intestino).

In linea generale gli endoparassiti del cavallo possono essere classificati riassumendoli in tre principali famiglie: NEMATODI (vermi tondi), CESTODI( tenie-vermi piatti), ARTROPODI (mosche le cui larve colonizzano lo stomaco ‘’gasterophilus’’). Il loro ciclo vitale è di tipo oro-fecale e in grandi linee è caratterizzato dall’assunzione da parte del cavallo di uova o larve per via orale che una volta all’interno dell’organismo ospite sviluppano le forme adulte che si nutrono e producono uova o larve che vengono espulse con le feci contaminando l’ambiente esterno.

Dal punto di vista clinico la sintomatologia data dalle endoparassitosi è aspecifica e molto ampia, infatti si possono notare dimagrimento, scadimento delle condizioni generali, calo delle performances, cattivo stato del mantello, anemia, disfagia, diarrea, coliche ed altre patologie correlate sino ad arrivare alla morte. Proprio per questo motivo la diagnosi di certezza spesso non è clinica ma di laboratorio tramite l’esame delle feci.

Per garantire il benessere del cavallo e lo stato di buona salute oltre che le performances ( soprattutto nei cavalli atleti) bisogna combattere i parassiti attraverso adeguate strategie di profilassi bloccando il loro ciclo vitale e intervenendo con trattamenti farmacologici ad azione vermifuga o vermicida. Una buona profilassi si deve sempre basare su un adeguato menagement del cavallo, che dipende dall’età, dal tipo do scuderizzazione, se viene tenuto al pascolo e in compagnia di altri cavalli oltre che dalla stagionalità e dal tipo di strutture. L’igiene dei locali è fondamentale, come la regolare asportazione delle feci ( soprattutto nei paddocks), la rotazione delle superfici di pascolamento e la corretta igiene del mantello. Oltre a questo bisogna intervenire con un adeguato e mirato trattamento farmacologico con antielmintici che deve per forza prescindere da un adeguato menagement di base del cavallo e dalla diagnosi di certezza previo esame delle feci in modo da conoscere il tipo o i tipi di parassiti presenti. Un buon antielmintico deve essere efficace (ottima attività vermifuga o vermicida), affidabile (range di dosaggio ampio senza effetti collaterali)  e sicuro (nessun affetto dannoso per il cavallo).

I parassiti si adattano molto bene agli organismi che li ospitano e soprattutto riescono a sviluppare resistenza nei confronti dei vermifughi perciò la sverminazione del proprio cavallo non è una pratica empirica da fare routinariamente semplicemente somministrando alla cieca dei prodotti vermifughi o ruotando a libero arbitrio il tipo di molecola da utilizzare di volta in volta.

Proprio per non incorrere in problemi dovuti alla resistenza e alla persistenza, anche dopo il trattamento, si consiglia di effettuare l’esame coprologico in modo da identificare il tipo di parassita presente ed effettuare una terapia mirata usando il vermifugo più specifico possibile alle giuste dosi somministrandolo con le dovute attenzioni manageriali del cavallo in modo da non dare luogo a ricontaminazioni. Proprio per questi motivi è preferibile farsi consigliare dal proprio veterinario di fiducia sia per la diagnosi che per la sverminazione. Infatti anni fa erano presenti sul mercato poche molecole ad attività vermifuga di notevole efficacia che però hanno perso negli anni a causa dell’uso non adeguato ed empirico facendo sviluppare una notevole resistenza da parte dei parassiti.

Oggi sono in commercio molti tipi di vermifughi ad elevata specificità di azione che devono comunque essere usati in maniera mirata tramite opportuni protocolli che il veterinario di fiducia può programmare a seconda della situazione diagnosticata e da altre variabili di carattere clinico.

Bisogna sempre ricordare che le parassitosi possono aprire le porte a numerose patologie e provocare danni soprattutto a livello intestinale anche permanenti che segnano per sempre in maniera negativa il corretto funzionamento dell’apparato digerente. Sarà compito quindi del veterinario effettuare la diagnosi di certezza consigliando il vermifugo mirato e la corretta gestione del cavallo intervenendo anche con integratori adatti a ristabilire la corretta funzionalità intestinale e garantire la salvaguardia della fisiologia dell’apparato digerente.

 

Stefano Sgariglia
Medico Veterinario Libero Professionista

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